BIM e analisi del valore per applicare l’approccio prestazionale nel settore delle costruzioni

Articolo di Marika Tomasi

1. Contesto

Gli ultimi sviluppi in tema di tecnologia digitale hanno aumentato l’efficienza in molti settori produttivi, con conseguente riduzione dei costi e dei tempi di produzione. Questo non può essere affermato per il settore delle costruzioni, la cui obsolescenza è stata misurata vent’anni fa da uno studio sviluppato da Paul Teicholz (Stanford University). In questa ricerca, la produttività viene definita come il rapporto tra il valore dei contratti e le ore lavorate; tra il 1964 e il 2003, mentre il settore produttivo in senso generale (non agricolo) è cresciuto a un tasso medio annuo dell’1,77%, la produttività del settore delle costruzioni ha registrato una contrazione media di 0,59% all’anno (Teicholz, 2004). Nel periodo considerato, dunque, la produttività generale è più che raddoppiata, mentre il settore delle costruzioni ha subito un decremento totale attorno al 20%.

Questo è lo scenario di riferimento in cui si colloca la ricerca di soluzioni innovative per aumentare la produttività, nonché la redditività, del settore delle costruzioni. Nove anni dopo la pubblicazione del suo studio, in un secondo articolo sul tema, Teicholz (2013) ha individuato tra le soluzioni per aumentare la produttività l’utilizzo efficace del BIM. La metodologia nota come “Building Information Modeling” (BIM) abilita l’innovazione nel settore dell’industria delle costruzioni, aggregando informazioni fornite dalle molteplici discipline coinvolte nel processo edilizio e sistematizzando i dati in modo da aumentarne l’efficienza dalla fase progettuale alla costruzione, manutenzione e infine dismissione del bene immobile.

1.1. Analisi del valore nel processo edilizio

La complessità del mondo delle costruzioni rende necessaria l’adozione di un approccio multidisciplinare volto a coordinare i vari attori e interessi coinvolti in un progetto. A livello strategico, l’analisi multicriteri permette di strutturare un problema rispetto ad obiettivi misurabili, considerando gli impatti delle soluzioni analizzate non solo in termini economici, ma adottando uno sguardo più ampio (Fattinnanzi & Mondini, 2015). L’analisi multicriteri supporta l’attività di decisione strategica soprattutto a livello di gestione, ma la sistematica adozione di molteplici prospettive e la misurabilità dei criteri di valutazione sono validi anche per la selezione e lo sviluppo del prodotto. L’analisi del valore è una metodologia sviluppata nella seconda metà del secolo scorso per supportare l’ottimizzazione del prodotto dal punto di vista tecnico:

L’Analisi del Valore (AV) è una attività organizzata svolta da un gruppo di esperti di varia disciplina e di non esperti, con un coordinamento, tesa ad analizzare le funzioni che devono essere svolte da un prodotto o da un servizio, allo scopo di soddisfare alle esigenze espresse o implicite della committenza/utenza, per ottenere le prestazioni necessarie e richieste al più basso costo globale compatibile con i richiesti livelli prestazionali.

(Maffei, 1998, p. 23)

La relazione tra valore e prestazione è stata formalizzata dal precursore di questo metodo, Lawrence D. Miles, che ha individuato due condizioni per cui il valore di un prodotto cresce:

  • riduzione dei costi a parità di prestazione;
  • aumento della prestazione nel caso il cliente abbia bisogno, voglia, e sia disposto a pagare per una migliore prestazione.

Miles ha adattato e sistematizzato l’utilizzo della matrice di analisi, un metodo in cui diverse scelte vengono valutate assegnando dei “pesi”, nell’attività di analisi del valore. La sua proposta prevede di identificare le prestazioni richieste ad un prodotto, classificarle in termini di priorità e successivamente valutare diverse soluzioni tecnologiche in base al costo e alle prestazioni realizzabili (Miles, 1989). La centralità della prestazione nella valutazione di un prodotto è oggi non solo riconosciuta come un approccio valido ed efficace, ma anche oggetto di normativa europea.

1.2. Contesto normativo

Il regolamento (UE) n. 2024/3110 determina le “norme armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione” nel mercato unico dell’UE, abrogando il precedente regolamento (UE) n. 305/2011. Per i prodotti da costruzione che rientrano nell’ambito di applicazione di una norma armonizzata, o in alternativa, per i quali sia stata rilasciata una valutazione tecnica europea, è richiesta la redazione di una Dichiarazione di Prestazione e di Conformità[1] e l’apposizione della marcatura CE.

La presenza della marcatura CE dichiara la conformità del prodotto in oggetto con i parametri prescritti dalle norme europee rilevanti. L’onere di controllare la rispondenza delle prestazioni alla normativa ricade sul produttore, fatta eccezione per alcuni materiali per i quali viene richiesto l’intervento di un certificatore esterno; questo requisito viene riportato sulle norme di riferimento del prodotto. La marcatura CE non ha data di scadenza, ma la Dichiarazione di Prestazione e di Conformità deve essere mantenuta valida, eventualmente aggiornandola in caso di modifiche legislative, di prodotto, o di contatto. Il regolamento europeo è stato recepito in Italia tramite il D. Lgs. 106/2017 riguardante la “Marcatura CE per i prodotti da costruzione”.

2. Tesi

L’implementazione della marcatura CE per i prodotti da costruzione sistematizza l’adozione dell’approccio prestazionale, sostituendo la precedente tendenza comunemente adottata della realizzazione “a regola d’arte”. L’utilizzo di un approccio prestazionale permette ai progettisti di definire i materiali da utilizzare in opera in base alle prestazioni attese, che diventano quindi richieste. Inoltre, questo si traduce nell’industrializzazione del processo (off-site manufacturing) a beneficio di una qualità finale dell’opera più elevata, un minore costo complessivo e una maggiore sostenibilità dell’opera nel suo complesso.

L’approccio BIM al processo edilizio permette di combinare caratteristiche geometrico-dimensionali del prodotto con quelle descrittivo-prestazionali. Il BIM “è una metodologia di lavoro che attraverso una rappresentazione virtuale (Modelling) dell’edificio (Building) ne comunica le informazioni (Information)” (Carradori, 2017). Gli oggetti, rappresentati come geometrie tridimensionali, contengono un patrimonio informativo non geometrico relativo, ad esempio, alle prestazioni, ai costi, e alla manutenzione. La metodologia BIM rappresenta quindi un approccio integrato al processo edilizio dalle prime fasi di progettazione fino alla dismissione del bene.

2.1. Le potenzialità della metodologia BIM

Il BIM report 2021 (Figura 1) presenta una fotografia della situazione operativa recente come risultato del questionario somministrato ai professionisti del settore AEC[2] (ASSOBIM, 2021).

Figura 1 Il BIM report 2021 di AssoBIM è disponibile a questo link.

Nonostante i risultati positivi per quanto riguarda l’utilizzo del BIM nell’attività professionale, il riconoscimento dei vantaggi portati dall’applicazione di questa metodologia, e la volontà di investire risorse nel settore, i professionisti intervistati hanno evidenziato tre necessità che si traducono in potenziali aree di ricerca e sviluppo.

  • La prima è rappresentata dal bisogno di avere a disposizione librerie di oggetti BIM generici, legati quindi alla definizione delle prestazioni più che alla selezione e messa in opera di specifici prodotti.
  • La seconda, forse in maniera controintuitiva, va in direzione opposta: i professionisti troverebbero utile che i produttori fornissero librerie di oggetti BIM completi e dettagliati.

Queste due richieste sono ascrivibili a diverse fasi del processo progettuale, in cui il livello di dettaglio delle informazioni cambia sensibilmente; tuttavia, è interessante notare la base comune da cui scaturiscono, ovvero la necessità di oggetti digitali per implementare l’approccio BIM nella pratica professionale.

  • La terza richiesta da parte dei professionisti è l’inclusione di norme e standard all’interno dei software di BIM authoring, un’ulteriore conferma del ruolo sempre più centrale del BIM nella progettazione esecutiva delle opere, nonché della crescente normazione e standardizzazione del settore.

2.2. La digitalizzazione degli oggetti

La modellazione di oggetti reali in versione digitale non si limita alla creazione di biblioteche virtuali dove viene riportata la geometria dell’oggetto (digitisation), ma persegue un obiettivo più complesso e di maggiore utilità: “la trasformazione di un processo produttivo, attraverso strumenti tecnologici che aiutano a interpretare il dato, al fine di eliminare le inefficienze, ridurre i costi e aumentare i ricavi” (Maccarone, 2022), nota come digitalisation.

L’operazione di digitalizzazione può essere effettuata a diversi livelli di dettaglio, associabili ad esempio a varie fasi del processo progettuale. La norma UNI 11337-4 definisce diversi livelli di sviluppo informativo degli oggetti digitali (LOD) al fine di standardizzare la modellazione in base alle finalità d’uso dei dati[3]. Per ogni LOD viene descritto il livello di dettaglio geometrico e delle informazioni richieste; la scala va da A – oggetto simbolico a G – oggetto aggiornato. Una volta tracciati i contorni del contesto entro cui digitalizzare gli oggetti reali, è necessario individuare degli standard di modello per raccogliere e trasmettere le informazioni di un prodotto.

Il formato IFC (Industry Foundation Classes) è “una descrizione digitale standardizzata del settore degli asset costruiti”[4], sviluppato da buildingSMART International e riconosciuto come standard internazionale dalla norma UNI EN ISO 16739-1:2024. Nella pratica, è un modello standardizzato che codifica logicamente le informazioni identitarie, la geometria e gli attributi degli oggetti, oltre alle loro interrelazioni. Essendo un formato open, è utilizzato per trasferire dati visualizzabili e modificabili in software di BIM authoring, indipendentemente dallo strumento specifico utilizzato. Un altro formato open per la condivisione di dati è Green Building XML (gbxml), sviluppato per facilitare la trasmissione di informazioni tra modelli CAD e software di progettazione e analisi di edifici[5]. I file .ifc e .gbxml sono quindi uno strumento fondamentale per permettere la condivisione di dati, rendendo possibile la collaborazione tra professionisti anche di diversi settori. Da notare come la scarsa interoperabilità sia stata segnalata come ostacolo per l’aumento della produttività nel settore delle costruzioni da Teicholz già vent’anni fa (2004).

2.3. Software per il calcolo energetico

La complessità dell’attività di progettazione trova supporto in software di modellazione e calcolo sempre più sofisticati e accurati. La simulazione energetica degli edifici è un valido strumento per identificare le soluzioni tecnologiche migliori per evitare dispersioni, utilizzare il modo efficiente le risorse, e garantire il comfort degli utilizzatori. Questa operazione può essere fatta sia in fase preliminare di predimensionamento che per l’ottenimento di certificazioni energetiche. Il CTI (Comitato Termotecnico Italiano) svolge un’attività di verifica dei software commerciali e degli strumenti di calcolo della prestazione energetica degli edifici, ai sensi dell’art.7 del DM 26 giugno 2015. Sulla relativa pagina web[6] il CTI fornisce un elenco degli applicativi informatici validati; nel febbraio 2026, il numero di applicativi riportato è 19.

Caratteristica fondamentale per garantire un processo di progettazione efficiente è l’interoperabilità tra software BIM e applicativi per la simulazione energetica (BEM – Building Energy Modeling). Il trasferimento “automatico” dei dati tra applicativi informatici permette di velocizzare le operazioni, nonché di ridurre potenziali errori dovuti alla rimodellazione. L’interoperabilità viene garantita dai formati aperti (§2.2), ma l’effettiva lettura del dato e l’eventuale nuova esportazione sono al momento ambito di ricerca. Un esercizio utile a questo riguardo è stato presentato in due tesi magistrali discusse presso l’Università di Padova (Presa, 2021; Levorato, 2021). In queste occasioni è stato sperimentato il trasferimento di dati da Revit (Autodesk) a EC700 Calcolo prestazioni energetiche degli edifici (Edilclima), sia in formato .ifc che tramite il relativo plugin (EC770 Integrated Technical Design for Revit). A valle di questa prima sperimentazione, è stata investigata anche l’interoperabilità tra Revit e gli applicativi TERMOLOG (Logical Soft) e TerMus (Acca Software). L’utilizzo di applicativi della suite Autodesk è stato invece sperimentato da BIS-Lab® (Carradori, 2020), che ha pubblicato un esercizio riguardo il trasferimento di dati da Revit a Green Building Studio in formato .gbxml e la successiva visualizzazione dei risultati del calcolo in Insight 360 (Figura 2).

Figura 2 Flusso informativo che, dal modello sviluppato in ambiente Revit, consente l’ottenimento dei risultati in Insight 360 (Carradori, 2020).

Le conclusioni di questi studi sono concordi nell’individuare la buona potenzialità di questi strumenti, ma anche la necessità di lavorare su aspetti pratici (come l’adattamento del modello BIM per essere importato nel software BEM) e di programmazione (ad esempio, la necessità di un output grafico per una verifica immediata).

2.4. Research gap

I benefici per i professionisti nel disporre di librerie digitali in formato standard, complete di dati geometrici, prestazionali, materici e cromatici, oltre a informazioni manutentive, sono facilmente intuibili. I progettisti sarebbero in grado di fondare l’attività di progettazione su un approccio basato sui dati e sulla disponibilità sul mercato dei prodotti; inoltre, l’utilizzo del BIM permetterebbe di rilevare eventuali interferenze tra elementi costruttivi e valutare le prestazioni (anche energetiche) del progetto. Allo stesso tempo, possono essere individuati due vantaggi per i produttori nel condividere le librerie dei propri prodotti in formato digitale con i progettisti. L’accesso a librerie digitali permette ai produttori di emergere rispetto ai concorrenti, creando relazioni dirette che portano alla fidelizzazione dei progettisti, elemento potenzialmente stabile nel tempo. Inoltre, un’eventuale apertura al confronto con gli utilizzatori può generare un feedback loop orientato a migliorare la produzione. I progettisti, infatti, possono fornire preziose annotazioni che, se recepite, hanno il potenziale di migliorare le attività di progettazione e produzione del prodotto, abbattere i costi di ingegnerizzazione, e migliorare la modalità di assemblaggio e posa in opera in cantiere (ASSOBIM, 2023).

La revisione sistematica dei temi BIM, approccio prestazionale e analisi energetica degli edifici ha portato alla luce diversi ambiti di ricerca, relazionati fra loro e orientati all’innovazione ed efficientamento del processo progettuale e produttivo. Al fine di creare una base solida da cui partire, questa attività preliminare si pone come obiettivo la valutazione degli approcci comunicativi e di condivisione dei dati in atto, con particolare attenzione al tema prestazionale. Per l’applicazione di questa ricerca sono stati selezionati i componenti edili relativi all’isolamento termico e acustico.

3. Risultati preliminari

3.1. Caso studio

Swisspor Italia[7], originariamente L’isolante, è un’azienda di prodotti per l’isolamento termico e acustico con sede a Roverbella (MN). Nel 2022, L’isolante è stata acquisita dalla multinazionale Swisspor[8], “leader nel campo dell’impermeabilizzazione e dell’isolamento delle costruzioni e principali produttori e fornitori svizzeri di prodotti e sistemi per un involucro edilizio ad alta efficienza energetica”. La multinazionale fa parte del Gruppo Swisspor, che comprende diverse realtà specializzate in prodotti per l’involucro edilizio, materiali edili e soluzioni prefabbricate.

Swisspor ha sedi in Svizzera, Germania, Polonia, Austria, Italia e Romania. La produzione di swisspor Italia riguarda diverse gamme di prodotti in EPS, PIR e XPS.

3.2. Analisi di mercato

Questa analisi ha lo scopo di fornire una fotografia delle strategie di comunicazione e condivisione dei dati dei produttori di materiali isolanti nei campi BIM e marcatura CE. La lista di aziende valutate è stata popolata a partire dal contesto di swisspor Italia; nello specifico, sono state selezionate le aziende associate ANITAssociazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico che hanno fornito un proprio database da importare nei software di calcolo ANIT (PAN – calcoli termici; IRIS – ponti termici; ECHO – calcoli acustici).

3.2.1. Metodologia BIM

Le aziende associate ANIT che hanno condiviso un database relativo ai propri prodotti sono 36[9] (dato aggiornato a febbraio 2026). Tra queste, 13 forniscono modelli BIM dei loro prodotti (36%), 6 forniscono dettagli CAD (17%), e 9 entrambe le tipologie di modello digitale (25%) (Figura 3). Per quanto riguarda il rimanente 22%, non sono stati reperiti database in BIM o CAD sul sito web in aggiunta al database ANIT.

Figura 3 Database forniti dalle aziende associate ANIT.

Un esempio particolarmente virtuoso è rappresentato dalle aziende che hanno caricato modelli BIM su portali web come bimobject[10] e Buildup[11]. Questa soluzione può essere un valido strumento di comunicazione con i professionisti: caricare il proprio database su un portale specializzato nell’aggregazione di dettagli costruttivi permette di creare un ponte tra l’azienda e il progettista, che può facilmente accedere alle soluzioni proposte dal produttore e conseguentemente implementarle all’interno del proprio modello. Il portale bimobject, ad esempio, permette ai produttori di caricare il proprio database BIM, e ai progettisti di navigare alla ricerca dei dettagli costruttivi. Per avere testare la popolarità del sito, è stata effettuata una ricerca secondo i seguenti parametri (Figura 4):

  • Materiali da costruzione = “Isolamento”
  • Tipo di file = “Ifc” OR “Revit”

Sono stati ottenuti più di 900 modelli di prodotti (di cui 285 disponibili in Italia), proposti da un totale di 53 aziende. L’utilizzo della parola chiave “Revit” in aggiunta a “IFC” deriva dal limitato utilizzo del formato aperto: infatti, solo nei siti web di 6 delle 22 aziende associate ANIT che forniscono dettagli BIM sono stati trovati modelli in formato .ifc.

Figura 4 Screenshot della ricerca effettuata sul portale bimobject.

Si segnalano infine due proposte riguardo l’accessibilità dei modelli BIM. Rockwool ha sviluppato un plugin[12] per Revit per permettere ai progettisti di selezionare prodotti in base ai requisiti richiesti da una libreria in cloud; Knauf Planner Suite[13] è un’applicazione web, sviluppata anche come plugin di Revit e Archicad, che permette di effettuare ricerche di prodotto, verifiche della rispondenza dei dati rispetto ad eventuali aggiornamenti dei sistemi costruttivi e creare voci di capitolato.

3.2.2. Marcatura CE

Le specifiche sulle prestazioni dei prodotti possono essere reperite nelle schede tecniche, presenti in tutti i siti web delle aziende valutate. La maggior parte dei soggetti inoltre mette a disposizione le Dichiarazioni di Prestazione e di Conformità (DoPC), ovvero il documento approvato dall’azienda (o ente terzo, se richiesto) che dichiara le prestazioni garantite. Tra le aziende iscritte ad ANIT valutate, nel 75% dei casi è stato possibile visualizzare o scaricare la DoPC relativa ai prodotti.

Un caso virtuoso è rappresentato dalle aziende che sui propri siti web riportano una pagina appositamente creata per raccogliere le DoPC (Figura 5). Si ritiene che dedicare uno spazio a questo tema sia un’ottima strategia comunicativa, in quanto permette al tema della marcatura CE di emergere nell’insieme di documentazione tecnica condivisa con l’utente web.

Figura 5 Screenshot della pagina web di swisspor Italia dedicata alla raccolta delle DoPC.

4. Conclusioni e sviluppi futuri

Questo articolo inquadra un contesto di ricerca di interesse per diversi stakeholders. La panoramica iniziale riguardo l’implementazione della metodologia BIM e dell’approccio prestazionale nel settore delle costruzioni ha rivelato le potenzialità di innovazione e sviluppo relative a questi due temi. Durante la successiva analisi dello stato dell’arte, svolta nello specifico riguardo i prodotti di isolamento termico e acustico, sono stati rilevati limiti e buone pratiche riguardo la condivisione dei dati relativi ai prodotti, anche in termini prestazionali.

I punti cardine dell’approccio metodologico adottato in questa fase preliminare sono:

  • l’analisi è stata effettuata su operatori del settore che hanno dimostrato attitudine a pubblicare informazioni tecniche, seppur sviluppata con diversi livelli di approfondimento;
  • l’attività di ricerca di informazioni sul prodotto è stata simulata dalla prospettiva di un progettista/utente web intento a navigare sui siti web delle aziende;
  • sono state individuate best practices da cui poter prendere spunto in una successiva fase di innovazione nella gestione delle informazioni (conservazione e condivisione).

 

BIS-Lab® – Building Innovation &Skills-Lab si concentra da anni su questi temi, come dimostra il supporto dato all’arch. Ilaria Ghilardi nello sviluppo della sua tesi magistrale (Contec, 2021). In questo lavoro, la scelta di utilizzare una struttura in legno è stata rivalutata applicando l’analisi del valore, comparandola con una struttura in acciaio. Oggetto di studio è stato lo stabilimento di AIA a Nogarole Rocca (VR), sviluppato e realizzato da Contec Ingegneria, che ha contribuito al lavoro con la propria competenza ed esperienza. Forte di questa e altre esperienze di ricerca, BIS-Lab® mira a continuare l’attività di ricerca riguardo il tema dell’approccio prestazionale applicato tramite la metodologia BIM, fungendo da connessione tra progettisti e produttori.

Bibliografia

ASSOBIM. (2021). BIM report 2021. Tratto il giorno Luglio 08, 2024 da https://www.assobim.it/categoria/download-materiali/

ASSOBIM. (2023, Luglio 7). BIM e digitalizzazione di prodotti e sistemi. 01building. Tratto il giorno Luglio 03, 2024 da https://www.01building.it/bim/bim-e-digitalizzazione-di-prodotti-e-sistemi/

Carradori, M. (2017, Febbraio 28). BIM – Building Information Modeling: i princìpi di una rivoluzione. Tratto il giorno Agosto 27, 2024 da https://www.bis-lab.eu/2017/02/28/bim-building-information-modeling-i-principi-di-una-rivoluzione/

Carradori, M. (2020, Aprile 21). Sostenibilità model-based: l’analisi energetica con Revit, Green Building Studio ed Insight. Tratto il giorno Agosto 27, 2024 da https://www.bis-lab.eu/2020/04/21/revit-green-building-studio-ed-insight/

Contec. (2021, Novembre 24). Il BIM per la valutazione dell’impatto ambientale dei sistemi costruttivi. Tratto il giorno Luglio 12, 2024 da https://www.bis-lab.eu/2021/11/24/il-bim-per-la-valutazione-dellimpatto-ambientale/

Fattinnanzi, E., & Mondini, G. (2015). L’analisi multicriteri tra valutazione e decisione. Roma: DEI.

Levorato, V. (2021). Analisi di interoperabilità tra modelli BIM e ambienti di simulazione energetica: studio dello standard IFC per la progettazione impiantistica. Padova: Università di Padova – Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale – ICEA. Tratto da https://hdl.handle.net/20.500.12608/29516

Maccarone, V. (2022, Ottobre 21). Digitalizzare i processi di cantiere: come ridurre i costi ed essere sostenibili. SAIE 2022. Tratto il giorno Agosto 29, 2024 da https://www.assobim.it/saie-2022-digitalizzare-i-processi-di-cantiere-come-ridurre-i-c-osti-ed-essere-sostenibili/

Maffei, P. L. (1998). L’analisi del valore nel processo edilizio. In P. L. Maffei, Qualità totale e analisi del valore nel processo edilizio (p. 11-64). Pisa: Edizioni ETS.

Miles, L. D. (1989). Techniques of Value Analysis and Engineering (III ed.). Eleanor Miles Walker.

Presa, E. (2021). Analisi di interoperabilità tra modelli BIM e ambienti di simulazione energetica: standard IFC per la digitalizzazione di ponti termici e ombreggiamenti. Padova: Università di Padova – Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale – ICEA. Tratto da https://hdl.handle.net/20.500.12608/29517

Teicholz, P. (2004, Aprile 14). Labor-Productivity Declines in the Construction Industry: Causes and Remedies. AECbytes. Tratto il giorno Agosto 2024, 30 da https://www.aecbytes.com/viewpoint/2004/issue_4.html

Teicholz, P. (2013, Marzo 14). Labor-Productivity Declines in the Construction Industry: Causes and Remedies (Another Look). AECbytes. Tratto il giorno Settembre 02, 2024 da https://www.aecbytes.com/viewpoint/2013/issue_67.html


[1] Il regolamento (UE) 2024/3110, entrato in vigore l’8 gennaio 2026, sostituisce la precedente Dichiarazione di Prestazione (DOP) con una Dichiarazione di Prestazione e di Conformità (DoPC); nell’ambito di questa ricerca, sviluppata nel periodo di transizione tra le due norme, è stata adottata la nomenclatura aggiornata per indicare anche materiale analizzato ancora in fase di aggiornamento da parte del mercato.

[2] Architecture-Engineering-Construction

[3] Il concetto di LOD viene affrontato, oltre che dalla normativa italiana, dal Protocollo AIA G202-2013 Building Information Modelling redatto dall’American Institute of Architects (fonte: https://www.01building.it/bim/lod-progettazione-bim/).

[4] https://www.buildingsmartitalia.org/standard/standard-bs/industry-foundation-classes-ifc/

[5] https://www.gbxml.org/About_GreenBuildingXML_gbXML

[6] https://www.cti2000.it/index.php?controller=sezioni&action=show&subid=62

[7] https://www.swisspor.com/it-it?redirect=true

[8] https://www.swissporgroup.com/it

[9] https://www.anit.it/banca-dati-software-anit/

[10] https://www.bimobject.com/it

[11] https://ch.buildup.group/it

[12] https://bim.rockwool.it/?co=download_autodesk_plugin

[13] https://discover.knauf.com/it-it/planner-suite